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Curriculum in

IGIENE DELL'AMBIENTE E DEL LAVORO

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Il principale obiettivo del Curriculum in Igiene dell'Ambiente e del Lavoro è la formazione di biologi aventi specifiche e specialistiche competenze nel campo della prevenzione primaria della salute umana e della qualità degli ambienti di vita e di lavoro. Il percorso di studi è caratterizzato anche da una forte componente applicativa sul territorio, in collaborazione con professionisti già operanti nel mondo del lavoro. Saranno fortemente auspicate in ingresso buone conoscenze di igiene generale ed applicata ed una propensione alle attività scientifiche sperimentali ed applicative.

Tra le attività che il laureato in Biologia dell'Ambiente con indirizzo in Igiene dell'Ambiente e del Lavoro saprà svolgere si ricordano le attività di ricerca in campo ambientale e occupazionale di taglio squisitamente preventivo, l'allestimento e l'esecuzione di indagini tramite osservazioni, misurazioni, campionamenti ambientali e sull'uomo, le attività professionali in ambiti correlati con l'igiene dell'ambiente di vita e di lavoro, oltreché nei settori produttivi dell'industria, dell'agricoltura, della ristorazione collettiva, e del terziario, la comunicazione delle conoscenze tramite attività di consulenza, divulgazione e formazione di specialisti ai diversi livelli nei campi della tutela della salute collettiva in riferimento agli ambienti di vita e di lavoro.

Il curriculum di Igiene dell'Ambiente e del Lavoro copre numerosi ambiti occupazionali, riassumibili come: a) l'azione tecnico-territoriale di ricerca, tutela e di ispezione inerente l'ambiente di vita e di lavoro dell'uomo (rifiuti liquidi solidi, gassosi, scarichi, emissioni, sicurezza del lavoro, controlli di qualità nel settore biologico in generale ed alimentare in particolare) in associazione con gli adeguati indicatori biologici in campo umano, b) le opere di studio e controllo delle caratteristiche quali quantitative delle diverse risorse territoriali ed alle possibilità di recupero di quelle aree che per ragioni industriali o civili si trovano in non buone condizioni e, quindi, non più in grado di accogliere nuove e più sostenibili attività umane, c) la realizzazione delle procedure di controllo e di accreditamento in armonia con le disposizioni europee.

Ultimo aggiornamento: 21/09/2018 23:31
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